venerdì 23 novembre 2012

Il PdCI di Luzzi con Vendola alle primarie!

DOMENICA 25 NOVEMBRE 2012
alle PRIMARIE del CENTRO - SINISTRA


                                        il PdCI di LUZZI sostiene 
                      NICHI VENDOLA

            VOTA E FAI VOTARE anche tu!

mercoledì 14 novembre 2012

Diliberto sulle primarie del CentroSinistra


Classe operaia, comunisti, elezioni


di ERMAN DOVIS, Comitato Centrale PdCI (tratto da http://www.marx21.it/index.php)

La crisi sistemica del capitalismo avanza con la sua carica distruttiva, sconvolgendo la vita quotidiana di milioni di esseri umani. Mentre crescono a dismisura i profitti delle grandi corporazioni di un migliaio di grandi famiglie monopoliste (Elkann / Krupp / Benetton / Rockefeller e soci) , si procede alla colossale distruzione di forze produttive, si fomentano nuovi conflitti scatenando criminali guerre d’aggressione, aumentano in numero spaventoso disoccupati e cassintegrati . L’esistenza di tutti diviene insopportabile. Questo sconvolgimento sociale, politico ed umano sembra riflettersi anche nei pensieri generali e nelle analisi che leggiamo. C’è chi dice che tutto nasce per colpa della finanza cattiva, chi invece cerca di sostenere che “abbiamo vissuto al di sopra delle possibilità”, chi se la prende con la corruzione e la casta, mentre altri puntano il dito contro non meglio precisati poteri forti ed oscuri, quasi demoniaci.
Nondimeno, le soluzioni che si propongono rischiano di aumentare la confusione imperante: in risposta all’evidente processo di dismissione industriale del paese, in tanti invocano l’intervento straniero e salvifico, e c’è persino chi addirittura sostiene la riconversione industriale della più grande acciaieria d’Europa in un immenso villaggio turistico. Immancabili alternativi teorizzano la decrescita.
E’ un chiacchiericcio diffuso, insistente, invasivo, soprattutto inutile e inconcludente . Ma è ovvio: l’assenza della classe operaia dal dibattito politico determina una confusione generale, che si rivela ancor più tale nel momento in cui si lascia intendere che la crescita ed il rafforzamento di una forza comunista dipenda dall’intransigenza nel rifiutare alleanze, da strategie o tattiche elettorali spregiudicate. E’ invece un passaggio secondario.
Le misure assunte dall’esecutivo Monti, riflettono una drammatica condizione che vede governi e istituzioni completamente asserviti al potere diretto delle formazioni monopolistiche, le quali da tempo hanno ormai assunto una veste multinazionale, intrecciando i loro interessi in settori diversissimi e non necessariamente merceologici.
Oggi il modo di produzione capitalistico è di carattere monopolistico/finanziario, e l’attuale fase mostra senza possibilità di smentita una condizione di sussunzione dello stato al potere monopolistico, che arriva fino ai livelli più intimi delle istituzioni, fin nei più piccoli comuni, e che mostra la ferocia con cui i poteri economici procedono nelle loro requisizioni. Un’azione capillare, che mostra lo stato italiano divenire mercenario per conto dei grandi miliardari privati (i Marò in India a guardia di tesori privati di chissà chi) , che concepisce la costruzione della linea ferroviaria superveloce come rispondente esclusivamente agli interessi dei Montezemolo &C. in quanto tocca esclusivamente le città del business del centro nord. Il resto delle ferrovie italiane è lasciato morire, con le tratte che vengono costantemente cancellate. Le banche locali ancora estranee ai grandi gruppi finanziari, vengono commissariate da Bankitalia con il pretesto di qualche scandalismo, per essere consegnate successivamente ai colossi economici internazionali. Lo Stato scompare nell’impresa monopolistica, divenendo un semplice elemento della produzione. 
In questa condizione, il disagio generale investe strati sempre più larghi di produttori, alle dipendenze più o meno dirette dei monopoli. Il ceto medio non esiste più, è ormai solo retorica per creare una finta coscienza corporativa. La piccola, media , e buona parte della grande borghesia sono indipendenti solo a parole, perché il ricatto economico imposto dai monopoli rendono queste fasce dipendenti direttamente dalle decisioni dei gruppi finanziari. Il monopolismo rastrella ferocemente capitale a qualunque costo: si pensi ad esempio alla rapina di denaro posseduto in banca (in ogni sua forma), la messa a pagamento di debiti insolvibili, il fallimento e la requisizione dei beni di queste classi. Possiamo tranquillamente definire la borghesia una classe ipotecata, e il disagio del presidente di Confindustria Squinzi, più volte palesato, non può non essere oggetto della nostra attenzione, perché in caso contrario saremmo stupidamente schematici. Non dimentichiamoci che l’elezione stessa di Squinzi venne ostacolata in ogni maniera dalla Fiat, da Montezemolo, dai predoni dell’alta borghesia monopolista. Inoltre, se guardiamo alle vicende politiche di questi giorni in prospettiva elettorale, ci sono forze che da tutte le parti spingono per un proseguimento del governo Monti, con o senza Monti, accentuandone il carattere plebiscitario: Grillo, Renzi, gli attacchi a Bersani, le continue dichiarazioni di Montezemolo ed il ritorno di Berlusconi. Si cerca di impedire la vittoria del centro-sinistra, ovviamente non perché questa coalizione possa inaugurare la rivoluzione dei soviet , ma piuttosto perché in questa fase di crisi putrescente del capitalismo, i monopoli, preso direttamente in mano il potere e le istituzioni, non intendono delegare più come in passato. Farlo sarebbe una perdita di tempo no? Ed in questo momento non se lo possono permettere. Dunque, pur con la dovuta attenzione, non dobbiamo buttarla in malora con semplificazioni sciocche del tipo “ centrosinistra e centrodestra pari sono”, cosi’ come del resto in Usa non sono la stessa cosa Romney e Obama.
C’è un dato da aggiungere che è emblematico: alla incredibile massa di denaro accumulato dai monopoli non si somma una reale crescita produttiva. Non si investe cioè nel manifatturiero, o meglio, si investe molto meno proprio per il carattere multinazionale e non specificatamente merceologico che hanno assunto i gruppi monopolistici. L’impoverimento delle masse, il cui potere d’acquisto viene costantemente eroso in favore del profitto, determina una incapacità di assorbire i prodotti immessi sul mercato, e quindi si riduce la produzione di beni di prima necessità in favore della produzione di armi e beni di lusso. Gli investimenti si indirizzano verso chi può spendere, verso la finanza ed il terziario. 
Tutto ciò dimezza la produzione industriale, determina la distruzione di fabbriche e stabilimenti, crea disoccupazione di massa.
Recenti studi, confermati anche da un articolo di Giorgio Ruffolo (il mercato impeccabile) dimostrano come il denaro accumulato illegalmente dalle grandi famiglie monopoliste, e nascosto nei paradisi fiscali, ammonti ad una cifra che è di circa 12 volte il Pil mondiale, quasi un milione di miliardi di dollari.
La classe operaia e le masse popolari sono investite in pieno da queste dinamiche. L'attacco violento è condotto su due piani: dal lato economico, il venir meno degli investimenti nel manifatturiero impone la necessità di evacuare senza tante storie i lavoratori dal ciclo produttivo. 
Politicamente, dopo aver scomposto, frammentato e diviso la classe operaia col decentramento produttivo, si cerca di espellere le avanguardie più coscienti e combattive, come avviene in Sevel, come è avvenuto a Melfi. Siamo al tramonto della civiltà.
Le masse popolari sono impaurite, devastate da una violenza sociale che cresce di intensità ad un livello mostruoso. La classe operaia è sola, divisa ed isolata. La lotta di classe è come una guerra, ed in guerra il nemico prima ti isola tagliandoti le vie di comunicazione e rifornimento, poi ti passa a fil di sciabola. In conseguenza di ciò, anche i comunisti sono divisi e isolati, la scomposizione del ciclo produttivo ha politicamente questa funzione. Oggi siamo stati cacciati dalle istituzioni praticamente ovunque, persino dalle giunte regionali, provinciali e comunali.
Questo isolamento deve essere rotto con ogni mezzo necessario, assolutamente. In virtù di ciò è vitale che gli operai, i lavoratori , i comunisti, rientrino in parlamento. Questa prospettiva non deve neppure essere oggetto di discussione. Le tante chiacchiere che si sentono vertono tutte su una fastidiosa e sterile discussione tra “Pd si e Pd no”. La falsa questione nasce da un ragionamento errato, subalterno al pensiero forte, ad una concezione elettoralistica della politica, sia da parte di coloro che sostengono aprioristicamente il centrosinistra, sia dai duri e puri dell’opposizione. La cosa è dimostrata dal fatto che i primi sono convinti di uscire dalla crisi semplicemente con un governo socialdemocratico, (e sarebbe una pericolosa illusione) mentre i secondi sostengono che una forza comunista in opposizione a Bersani possa crescere costantemente e mobilitare le masse popolari. Ma la crescita di un partito comunista non dipende dal suo posizionamento tattico, non almeno nella misura in cui lo si ritiene nel dibattito attuale.
E’ la presenza attiva e dirigente dei lavoratori nelle organizzazioni comuniste, nei sindacati , che crea le condizioni per incidere negli assetti delle coalizioni, non il tasso di presunta radicalità di esse.
La forza di un’organizzazione comunista sta nella capacità di costruirsi e rafforzarsi come partito della classe operaia con influenza di massa. Questo ci pone di fronte alla necessità di pensare ad un progetto elettorale collocandolo all’interno di un processo più ampio: è il cosiddetto “camminare su due gambe” . La politica delle alleanze è necessaria oggi a maggior ragione del fatto che la ferocia delle Corporations, dell’alta borghesia finanziaria si scaglia contro tutto e tutti, e la contraddizione è stata aperta persino all’interno della borghesia stessa, come visto prima. Vitale è rientrare in parlamento e nelle istituzioni, ma contemporaneamente, il Partito deve crescere nelle fabbriche, tra gli operai, militare nei sindacati esistenti con atteggiamento costruttivo, parlare un linguaggio di classe all’interno di queste organizzazioni. Deve favorire una presa di coscienza di massa sul nemico mortale che abbiamo di fronte, il monopolismo, attraverso campagne ad esempio per il rilancio del settore pubblico nella grande industria (nazionalizzazioni e compartecipazioni) ,della tassazione dei grandi patrimoni, delle rendite finanziarie, del controllo pubblico e della nazionalizzazione del settore bancario nazionale. Occorre personalizzare la ricchezza nell’ambito dello scontro di classe, dare un volto alla classe avversaria: la gente deve prendere consapevolezza che dietro le società commerciali, dietro i colossi industriali e finanziari esistono grandi famiglie miliardarie. La retorica delle banche e del mercato anonimo crea rassegnazione e paura, la concretezza di sapere chi hai di fronte aumenta la determinazione.
Alla luce delle attuali dinamiche, ed anche dei recenti avvenimenti, il tema congressuale “Ricostruire il Partito Comunista” assume un’importanza fondamentale e strategica, ma occorre tener presente una condizione insopprimibile: la concezione gramsciana di partito della classe operaia, in cui la classe operaia sia presente, sia cioè avanguardia cosciente e forza dirigente del partito stesso. Da questa scaturirà inevitabilmente una ricomposizione organica ed unitaria dei partiti comunisti. E’ la presenza attiva e dirigente della classe operaia che crea unità tra comunisti, mentre la sua assenza disorienta, divide, tronca i rapporti tra compagni, indirizzandoci proprio sul terreno preparatoci dai grandi padroni, che incessantemente manovrano senza pudore per sprofondarci in un nuovo Medioevo. I fatti lo hanno dimostrato in passato e drammaticamente lo dimostrano oggi. E i nostri avversari lo sanno fin troppo bene.

Il Pdci sosterrà Vendola alle primarie


"La Direzione nazionale del Pdci ribadisce la volonta' di provare a concludere un accordo con il centro-sinistra per scongiurare lo scenario di un Monti-bis e l'imposizione delle sue politiche antipopolari". Lo si legge nel dispositivo approvato oggi dalla Direzione nazionale del Pdci, che prosegue: "Il partito si impegna a partecipare al percorso delle primarie della coalizione "Italia bene comune", dando indicazione di voto per Nichi Vendola, il candidato piu' marcatamente di sinistra, e piu' conseguentemente critico con le politiche di Monti. Qualora vi fosse un secondo turno delle primarie (e qualora Vendola non vi giungesse) il Partito si impegna, sin d'ora, a sostenere la candidatura di Pierluigi Bersani".

lunedì 14 maggio 2012

Il PdCI di Luzzi esulta per il grande successo elettorale del suo candidato Camillo Borchetta e della lista Progetto per Luzzi! Ora al lavoro, al fianco del nostro Sindaco Manfredo Tedesco.

Il direttivo dei Comunisti italiani di Luzzi (CS) ringrazia per il successo elettorale della lista “Progetto per Luzzi” e per la fiducia da voi concessa. L’elezione al consiglio comunale del nostro candidato, Camillo Borchetta, non è frutto del caso ma di grande lavoro, passione politica e radicamento sul territorio. Lo straordinario risultato conseguito dal nostro partito, composto,  per la quasi totalità, da giovani, è la dimostrazione reale che la gavetta, la militanza e il sacrificio pagano sempre. Opereremo sul territorio con la stessa passione e lo stesso entusiasmo con cui abbiamo condotto la campagna elettorale, saremo i portavoce di tutte le istanze e delle problematiche del nostro territorio e dei bisogni dell’intera cittadinanza e saremo pienamente al servizio della comunità.
Trasparenza, impegno, partecipazione saranno le nostre prerogative per quelli che saranno i prossimi 5 anni amministrativi. Sempre in linea con questa nuovo modo di fare politica, con la stessa umiltà e con la stessa coerenza che ci ha portato ad essere i primi a credere e a lottare a fianco del nostro Sindaco e del suo progetto, anche in questa fase saremo a completa disposizione del dott. Manfredo Tedesco, coscienti che le sue decisioni ci vedranno protagonisti sin dalle prime fasi della vita attività amministrativa e che man mano le sue scelte, da noi pienamente condivise, ci porteranno ad assumere nuove e più importanti responsabilità nel corso degli anni.  
Mille grazie a tutti gli elettori dal Segretario e da tutto il direttivo!

lunedì 12 marzo 2012

Punti Programmatici PDCI per le elezioni amministrative 2012 – Comune di Luzzi

  • 1.            Gestione diretta di tutti i servizi comunali (pubblica illuminazione,  mense, trasporti, smaltimento dei rifiuti, gestione integralmente pubblica del ciclo dell’acqua, ecc.);
    2.            Tutti gli uffici comunali devono essere ubicati in stabili di proprietà municipale, non di privati (delegazione comunale sita in Bivio Luzzi, Ufficio Postale Bivio Luzzi, Guardia Medica, Biblioteca, Polizia Municipale); *[eccezion fatta per la posta di Timparello, dove si è privi di uffici di proprietà comunale].   
    3.            Risoluzione della questione dei terreni comunali;
    4.            Trasparenza nell’assegnazione delle gare d’appalto e degli incarichi pubblici;
    5.            Riordino degli uffici comunali (pianta organica);
    6.            Risoluzione dei problemi riguardanti Viabilità e Trasporti su tutto il territorio;
    7.            Recupero centro-storico attraverso sgravi fiscali ed incentivazioni all’acquisto;
    -Partecipare con fondi statali ed europei, attraverso la Conferenza Stato – Città – Regioni, ai processi d’acquisto e ristrutturazione nei centri storici, per allargare il patrimonio pubblico o misto e gli affitti socialmente sostenibili, sperimentare e incentivare l’autocostruzione e l’auto recupero  favorendo, a tal fine, la costituzione e il sostegno di cooperative di nativi e migranti;
    -Prevedere incentivi fiscali e tariffari pel’apertura di esercizi di piccola e media distribuzione, soprattutto quella specializzata e obbligo per i comuni di formulare negli strumenti urbanistici di settore, cioè nei Piani delle attività commerciali, norme specifiche per il piccolo commercio;
    8.            Sostegni e sussidi per i disoccupati, i senza reddito e per le famiglie meno abbienti;
    - è necessario creare d’intesa tra Comuni, Province e Regioni, fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione finalizzati sia all’anticipazione delle spettanze sia a misure di solidarietà e di sostegno alle lotte;
    - nessun aumento delle tariffe dei servizi (asili nido, ecc. ) e previsione di una fascia di esenzione o del suo ampliamento per le famiglie monoreddito dei lavoratori con un reddito ISEE  inferiore a E 15.000 l’anno;
    -SOSPENSIONE delle RATE dei MUTUI per la prima casa, attraverso convenzioni con gli istituti di credito, per il periodo previsto di cassa integrazione dei lavoratori del territorio, e senza oneri per i beneficiari dell’allungamento della durata del mutuo stesso;
    - difesa del potere d’acquisto dei redditi più bassi, favorendo l’iniziativa dei GAS  e dei Gap( Gruppi d’acquisto solidali e Popolari) contro il caro vita per i generi di largo e generale consumo, favorendo i mercati su aree pubbliche, concordando con i produttori iniziative promozionali di vendita diretta in un’ottica di accorciamento della filiera.
    - esenzione dai pagamenti per i servizi pubblici locali per i giovani disoccupati, precari o comunque provenienti da famiglie a basso reddito.
    - iniziative  sociali e umanitarie per offrire una sistemazione ai senza tetto;
    - estendere la tutela verso i nuclei familiari  colpiti  da sfratto per morosità incolpevole;
    9.            Rivisitazione del PSC in alcuni punti coinvolgendo direttamente i cittadini interessati;
    10.       Adozione delle energie rinnovabili negli edifici pubblici;
    11.       Politiche di impegno sociale rivolte agli immigrati presenti sul territorio (sportello Migranti)
    12.       Elargizione ponderata dei contributi alle associazioni;
    13.       Individuazione e messa in sicurezza delle zone a serio rischio idrogeologico;
    14.       Riduzione della produzione dei rifiuti, potenziamento della raccolta differenziata, attivazione della filiera del riciclo e del riuso delle merci;
    15.       Sviluppo sostenibile, riqualificazione della Valle attraverso la realizzazione di luoghi di aggregazione (piazzi, giardini, ecc) e progettazione nella stessa di zone pedonali e ciclabili;
    16.       Politiche mirate alla valorizzazione della Montagna e  alla sua difesa, lotta contro lo spopolamento della stessa, garantire trasporti pubblici efficienti e una viabilità
    -   Recupero e valorizzazione del paesaggio, dell’ambiente e del territorio rurale, come risorse produttive ed essenziale presidio ambientale; creazione di sentieri per il trekking e per la mountain bike, itinerari naturalistici, aree  predisposte per i picnic.  
    17.       Alla luce delle nuove liberalizzazioni del Governo Monti dar vita alla terza farmacia da situare in centro o in montagna (non escludendo l’ipotesi che la nuova farmacia possa fungere come dispensario comunale);
    18.       Utilizzare la Polizia Municipale per la lotta contro l’evasione fiscale attraverso rilevamenti e  segnalazione dei sospetti trasgressori;
    19.       Politiche a difesa delle scuole presenti sul territorio ( questione dimensionamento scolastico).
    20.       Massima integrazione delle politiche locali del welfare, che vada a contaminare la rete dei servizi sociali, sanitari ed educativi al fine di garantire la presa in carico globale della persona attraverso progetti individualizzati comprendenti la continuità degli interventi da un contesto a un altro;
    -          Rispondere ai bisogni delle persone non autosufficienti, dagli anziani alle persone con disabilità, avviando percorsi di deistituzionalizzazione e preferendo la  domiciliarità degli interventi;
    -          Realizzazione di Scuole dell’ infanzia e di Asili nido pubblici, che devono essere considerati un servizio per la collettività;
    -          Promuovere la partecipazione diretta delle persone straniere ,anche di coloro che non hanno ancora la cittadinanza ,  alla vita cittadina ed amministrativa;
    21.       Ripristino di modello agricolo che sia in grado di rappresentare un’alternativa alla speculazione edilizia, nonché alla disoccupazione, all‘ emarginazione sociale, all’ abbandono delle zone interne, alla povertà crescente, che ponga con forza la questione della qualità dei prodotti, legata al lavoro, alla tipicità, alla territorialità e tracciabilità;
    - Devono essere incrementate  le attività agro-silvo-pastorali e artigianali tradizionali, incentivando le produzioni locali e l’occupazione, anche attraverso la valorizzazione delle terre pubbliche, comunali favorendone la gestione attraverso  attività eco compatibili (ad es. agricoltura biologica – recupero del patrimonio naturale ed architettonico locale – educazione ambientale –agricoltura sociale);
    22.       Politiche che mettano al centro la Cultura e la valorizzazione dei Beni Culturali;
    23.       Realizzazione a Luzzi Centro di un teatro Coperto per eventi socio culturali
    24.       Sostegno a tutte le associazioni sportive presenti sul territorio garantendo loro l’uso delle strutture e degli spazi comunali;
    25.       Individuare a Luzzi centro  un’area  per la realizzazione di un nuovo parcheggio (hp. Zona campetto calcio a 5)
    26.       Valorizzazione delle politiche destinate allo sport, all’attività fisiche in generale: (realizzazione di un nuovo campetto calcio a 5 di proprietà comunale, riqualificazione dei campi da tennis in c/da Gidora, completamento stadio in frazione Marinova,  realizzazione di una piscina Comunale, investire sulla cronoscalata Luzzi – Sambucina e potenziarla a livello di immagine, prevedere con l’ausilio dei commercianti e degli imprenditori locali il passaggio o l’arrivo del giro d’Italia di ciclismo nella nostra località in uno dei 5 anni amministrativi);  
    27.       Potenziare l’attività Turistica esaltando le proprie attrattive (culturali, paesaggistiche, folkloristiche, artigianali, enogastronomiche, ecc..) curando la valorizzazione del proprio territorio e assicurando servizi civili vicine alle persone. 

venerdì 24 febbraio 2012

APPELLO Verità e giustizia per i morti della "Marlane"

Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo.
 Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell'area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena.
Dopo anni di indagini e tra mille difficoltà, la Magistratura ha deciso di procedere per raggiungere quella verità richiesta dai lavoratori, dalle famiglie, dalle organizzazioni sociali e associazioni ambientaliste, dalle amministrazioni locali che si sono costituiti parte civile (le parti offese sono oltre 180). Il processo doveva iniziare il 19 aprile 2011 ma la prima udienza è stata rinviata ben 5 volte (l’ultimo rinvio è del 30 dicembre 2011) per vizi di forma, errori di notifica ed eccezioni procedurali presentate dagli avvocati degli imputati. Il dibattimento, quindi, non è ancora veramente iniziato. La prossima udienza dovrebbe svolgersi il 24 febbraio 2012 ed il rischio di prescrizione aumenta con il passare del tempo.
Noi crediamo che sia giusto che emerga con chiarezza quanto accaduto alla Marlane. Riteniamo necessario, quindi, che il processo abbia finalmente inizio e che non ci debbano essere ulteriori impedimenti di varia natura che ostacolino il suo normale svolgimento. Perché i morti, gli ammalati, le loro famiglie e la popolazione chiedono verità e giustizia.
A Vincenzo Benincasa, Lorenzo Bosetti, Salvatore Cristallino, Antonio Favrin, Giuseppe Ferrari, Ernesto Fugazzola, Jean De Jaegher, Carlo Lomonaco, Pietro Marzotto, Lamberto Priori, Attilio Rausse e Silvano Storer, imputati del processo Marlane, vogliamo fare un appello : non chiedete ulteriori rinvii delle udienze, non autorizzate i vostri avvocati ad agire in tal senso: pretendete di raggiungere un verdetto in tempi ragionevolmente brevi. Questo è un vostro preciso diritto, un dovere e una condizione indispensabile per fugare qualsiasi dubbio e rendere giustizia ai lavoratori della Marlane ed alle loro famiglie.

ADERISCI INVIANDO UNA EMAIL ALL'INDIRIZZO appellomarlane@gmail.com