lunedì 14 maggio 2012

Il PdCI di Luzzi esulta per il grande successo elettorale del suo candidato Camillo Borchetta e della lista Progetto per Luzzi! Ora al lavoro, al fianco del nostro Sindaco Manfredo Tedesco.

Il direttivo dei Comunisti italiani di Luzzi (CS) ringrazia per il successo elettorale della lista “Progetto per Luzzi” e per la fiducia da voi concessa. L’elezione al consiglio comunale del nostro candidato, Camillo Borchetta, non è frutto del caso ma di grande lavoro, passione politica e radicamento sul territorio. Lo straordinario risultato conseguito dal nostro partito, composto,  per la quasi totalità, da giovani, è la dimostrazione reale che la gavetta, la militanza e il sacrificio pagano sempre. Opereremo sul territorio con la stessa passione e lo stesso entusiasmo con cui abbiamo condotto la campagna elettorale, saremo i portavoce di tutte le istanze e delle problematiche del nostro territorio e dei bisogni dell’intera cittadinanza e saremo pienamente al servizio della comunità.
Trasparenza, impegno, partecipazione saranno le nostre prerogative per quelli che saranno i prossimi 5 anni amministrativi. Sempre in linea con questa nuovo modo di fare politica, con la stessa umiltà e con la stessa coerenza che ci ha portato ad essere i primi a credere e a lottare a fianco del nostro Sindaco e del suo progetto, anche in questa fase saremo a completa disposizione del dott. Manfredo Tedesco, coscienti che le sue decisioni ci vedranno protagonisti sin dalle prime fasi della vita attività amministrativa e che man mano le sue scelte, da noi pienamente condivise, ci porteranno ad assumere nuove e più importanti responsabilità nel corso degli anni.  
Mille grazie a tutti gli elettori dal Segretario e da tutto il direttivo!

lunedì 12 marzo 2012

Punti Programmatici PDCI per le elezioni amministrative 2012 – Comune di Luzzi

  • 1.            Gestione diretta di tutti i servizi comunali (pubblica illuminazione,  mense, trasporti, smaltimento dei rifiuti, gestione integralmente pubblica del ciclo dell’acqua, ecc.);
    2.            Tutti gli uffici comunali devono essere ubicati in stabili di proprietà municipale, non di privati (delegazione comunale sita in Bivio Luzzi, Ufficio Postale Bivio Luzzi, Guardia Medica, Biblioteca, Polizia Municipale); *[eccezion fatta per la posta di Timparello, dove si è privi di uffici di proprietà comunale].   
    3.            Risoluzione della questione dei terreni comunali;
    4.            Trasparenza nell’assegnazione delle gare d’appalto e degli incarichi pubblici;
    5.            Riordino degli uffici comunali (pianta organica);
    6.            Risoluzione dei problemi riguardanti Viabilità e Trasporti su tutto il territorio;
    7.            Recupero centro-storico attraverso sgravi fiscali ed incentivazioni all’acquisto;
    -Partecipare con fondi statali ed europei, attraverso la Conferenza Stato – Città – Regioni, ai processi d’acquisto e ristrutturazione nei centri storici, per allargare il patrimonio pubblico o misto e gli affitti socialmente sostenibili, sperimentare e incentivare l’autocostruzione e l’auto recupero  favorendo, a tal fine, la costituzione e il sostegno di cooperative di nativi e migranti;
    -Prevedere incentivi fiscali e tariffari pel’apertura di esercizi di piccola e media distribuzione, soprattutto quella specializzata e obbligo per i comuni di formulare negli strumenti urbanistici di settore, cioè nei Piani delle attività commerciali, norme specifiche per il piccolo commercio;
    8.            Sostegni e sussidi per i disoccupati, i senza reddito e per le famiglie meno abbienti;
    - è necessario creare d’intesa tra Comuni, Province e Regioni, fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione finalizzati sia all’anticipazione delle spettanze sia a misure di solidarietà e di sostegno alle lotte;
    - nessun aumento delle tariffe dei servizi (asili nido, ecc. ) e previsione di una fascia di esenzione o del suo ampliamento per le famiglie monoreddito dei lavoratori con un reddito ISEE  inferiore a E 15.000 l’anno;
    -SOSPENSIONE delle RATE dei MUTUI per la prima casa, attraverso convenzioni con gli istituti di credito, per il periodo previsto di cassa integrazione dei lavoratori del territorio, e senza oneri per i beneficiari dell’allungamento della durata del mutuo stesso;
    - difesa del potere d’acquisto dei redditi più bassi, favorendo l’iniziativa dei GAS  e dei Gap( Gruppi d’acquisto solidali e Popolari) contro il caro vita per i generi di largo e generale consumo, favorendo i mercati su aree pubbliche, concordando con i produttori iniziative promozionali di vendita diretta in un’ottica di accorciamento della filiera.
    - esenzione dai pagamenti per i servizi pubblici locali per i giovani disoccupati, precari o comunque provenienti da famiglie a basso reddito.
    - iniziative  sociali e umanitarie per offrire una sistemazione ai senza tetto;
    - estendere la tutela verso i nuclei familiari  colpiti  da sfratto per morosità incolpevole;
    9.            Rivisitazione del PSC in alcuni punti coinvolgendo direttamente i cittadini interessati;
    10.       Adozione delle energie rinnovabili negli edifici pubblici;
    11.       Politiche di impegno sociale rivolte agli immigrati presenti sul territorio (sportello Migranti)
    12.       Elargizione ponderata dei contributi alle associazioni;
    13.       Individuazione e messa in sicurezza delle zone a serio rischio idrogeologico;
    14.       Riduzione della produzione dei rifiuti, potenziamento della raccolta differenziata, attivazione della filiera del riciclo e del riuso delle merci;
    15.       Sviluppo sostenibile, riqualificazione della Valle attraverso la realizzazione di luoghi di aggregazione (piazzi, giardini, ecc) e progettazione nella stessa di zone pedonali e ciclabili;
    16.       Politiche mirate alla valorizzazione della Montagna e  alla sua difesa, lotta contro lo spopolamento della stessa, garantire trasporti pubblici efficienti e una viabilità
    -   Recupero e valorizzazione del paesaggio, dell’ambiente e del territorio rurale, come risorse produttive ed essenziale presidio ambientale; creazione di sentieri per il trekking e per la mountain bike, itinerari naturalistici, aree  predisposte per i picnic.  
    17.       Alla luce delle nuove liberalizzazioni del Governo Monti dar vita alla terza farmacia da situare in centro o in montagna (non escludendo l’ipotesi che la nuova farmacia possa fungere come dispensario comunale);
    18.       Utilizzare la Polizia Municipale per la lotta contro l’evasione fiscale attraverso rilevamenti e  segnalazione dei sospetti trasgressori;
    19.       Politiche a difesa delle scuole presenti sul territorio ( questione dimensionamento scolastico).
    20.       Massima integrazione delle politiche locali del welfare, che vada a contaminare la rete dei servizi sociali, sanitari ed educativi al fine di garantire la presa in carico globale della persona attraverso progetti individualizzati comprendenti la continuità degli interventi da un contesto a un altro;
    -          Rispondere ai bisogni delle persone non autosufficienti, dagli anziani alle persone con disabilità, avviando percorsi di deistituzionalizzazione e preferendo la  domiciliarità degli interventi;
    -          Realizzazione di Scuole dell’ infanzia e di Asili nido pubblici, che devono essere considerati un servizio per la collettività;
    -          Promuovere la partecipazione diretta delle persone straniere ,anche di coloro che non hanno ancora la cittadinanza ,  alla vita cittadina ed amministrativa;
    21.       Ripristino di modello agricolo che sia in grado di rappresentare un’alternativa alla speculazione edilizia, nonché alla disoccupazione, all‘ emarginazione sociale, all’ abbandono delle zone interne, alla povertà crescente, che ponga con forza la questione della qualità dei prodotti, legata al lavoro, alla tipicità, alla territorialità e tracciabilità;
    - Devono essere incrementate  le attività agro-silvo-pastorali e artigianali tradizionali, incentivando le produzioni locali e l’occupazione, anche attraverso la valorizzazione delle terre pubbliche, comunali favorendone la gestione attraverso  attività eco compatibili (ad es. agricoltura biologica – recupero del patrimonio naturale ed architettonico locale – educazione ambientale –agricoltura sociale);
    22.       Politiche che mettano al centro la Cultura e la valorizzazione dei Beni Culturali;
    23.       Realizzazione a Luzzi Centro di un teatro Coperto per eventi socio culturali
    24.       Sostegno a tutte le associazioni sportive presenti sul territorio garantendo loro l’uso delle strutture e degli spazi comunali;
    25.       Individuare a Luzzi centro  un’area  per la realizzazione di un nuovo parcheggio (hp. Zona campetto calcio a 5)
    26.       Valorizzazione delle politiche destinate allo sport, all’attività fisiche in generale: (realizzazione di un nuovo campetto calcio a 5 di proprietà comunale, riqualificazione dei campi da tennis in c/da Gidora, completamento stadio in frazione Marinova,  realizzazione di una piscina Comunale, investire sulla cronoscalata Luzzi – Sambucina e potenziarla a livello di immagine, prevedere con l’ausilio dei commercianti e degli imprenditori locali il passaggio o l’arrivo del giro d’Italia di ciclismo nella nostra località in uno dei 5 anni amministrativi);  
    27.       Potenziare l’attività Turistica esaltando le proprie attrattive (culturali, paesaggistiche, folkloristiche, artigianali, enogastronomiche, ecc..) curando la valorizzazione del proprio territorio e assicurando servizi civili vicine alle persone. 

venerdì 24 febbraio 2012

APPELLO Verità e giustizia per i morti della "Marlane"

Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo.
 Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell'area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena.
Dopo anni di indagini e tra mille difficoltà, la Magistratura ha deciso di procedere per raggiungere quella verità richiesta dai lavoratori, dalle famiglie, dalle organizzazioni sociali e associazioni ambientaliste, dalle amministrazioni locali che si sono costituiti parte civile (le parti offese sono oltre 180). Il processo doveva iniziare il 19 aprile 2011 ma la prima udienza è stata rinviata ben 5 volte (l’ultimo rinvio è del 30 dicembre 2011) per vizi di forma, errori di notifica ed eccezioni procedurali presentate dagli avvocati degli imputati. Il dibattimento, quindi, non è ancora veramente iniziato. La prossima udienza dovrebbe svolgersi il 24 febbraio 2012 ed il rischio di prescrizione aumenta con il passare del tempo.
Noi crediamo che sia giusto che emerga con chiarezza quanto accaduto alla Marlane. Riteniamo necessario, quindi, che il processo abbia finalmente inizio e che non ci debbano essere ulteriori impedimenti di varia natura che ostacolino il suo normale svolgimento. Perché i morti, gli ammalati, le loro famiglie e la popolazione chiedono verità e giustizia.
A Vincenzo Benincasa, Lorenzo Bosetti, Salvatore Cristallino, Antonio Favrin, Giuseppe Ferrari, Ernesto Fugazzola, Jean De Jaegher, Carlo Lomonaco, Pietro Marzotto, Lamberto Priori, Attilio Rausse e Silvano Storer, imputati del processo Marlane, vogliamo fare un appello : non chiedete ulteriori rinvii delle udienze, non autorizzate i vostri avvocati ad agire in tal senso: pretendete di raggiungere un verdetto in tempi ragionevolmente brevi. Questo è un vostro preciso diritto, un dovere e una condizione indispensabile per fugare qualsiasi dubbio e rendere giustizia ai lavoratori della Marlane ed alle loro famiglie.

ADERISCI INVIANDO UNA EMAIL ALL'INDIRIZZO appellomarlane@gmail.com 

venerdì 10 febbraio 2012

Manfredo Tedesco candidato a Sindaco dei Comunisti Italiani di Luzzi

La sezione locale del Partito dei Comunisti Italiani di Luzzi comunica di aver  raggiunto un accordo su basi politico – programmatiche per la candidatura a Sindaco del Dottor Manfredo Tedesco,  già sostenuto nella corsa alla stessa carica dal neonato Movimento “Svolta Democratica”.  
Il direttivo di sezione infatti ritiene che intorno alla figura del Dottor Tedesco si possano gettare solide basi per la costruzione non  di un progetto puramente elettorale, ma  di una vera e propria alternativa incentrata sulla trasparenza, sul rinnovamento politico e generazionale, sulla difesa dei beni comuni e delle fasce meno abbienti di popolazione, sul rilancio del territorio luzzese a tutti i livelli. Volendoci altresì  richiamare nelle idee e nella pratica al valore della “questione morale” più e più volte posta dal Compagno Enrico Berlinguer, riteniamo che questa scelta sia espressione vera di quella buona politica dalla quale oggi più che mai non si può prescindere. Pertanto auspichiamo che in tale direzione possa maturare al più presto una fattiva e concreta unità tra tutte le forze del centro – sinistra e, in special modo, tra quelle realtà partitiche con cui , come PdCI,  avevamo già affrontato un proficuo ragionamento che potesse vedere Sel, Idv e PdCI alleati, a sostegno di Tedesco,  alle prossime amministrative.  Come Comunisti Italiani, pensiamo che non si possa autisticamente sottostare alle contraddizioni e agli eterni scontri che sembrano attanagliare il Pd, poiché è nostro dovere non perderci in dinamiche di palazzo, ma lavorare per il bene e il progresso dell’intera comunità. 

giovedì 9 febbraio 2012

Le foibe sono una menzogna fascista! Basta col revisionismo storico!

Da diversi anni il 10 febbraio è utilizzato per commemorare il fantomatico “eccidio di Italiani” che sarebbe avvenuto durante la Resistenza ad opera dei partigiani “slavo-comunisti” nella Venezia Giulia. Gente che sarebbe stata gettata ancora viva in cavità carsiche (le foibe appunto) dove sarebbe stata lasciata morire tra enormi atrocità per il solo fatto di essere italiana. In queste foibe sarebbero state gettate migliaia, decine (e qualcuno arriva pure a dire centinaia) di migliaia di persone. Nel 2002 l’allora presidente Ciampi disse che le foibe furono una “pulizia etnica”. Talmente falsa è stata questa affermazione che Galliano Fogar, storico dell’Istituto Regionale friulano per la Storia del Movimento di liberazione, ha affermato che nessuno storico serio “osa sostenere tale tesi”.
Gli eventi in causa sono due: l’insurrezione popolare avvenuta in Istria subito dopo l’8 settembre ‘43 ed il governo partigiano di Trieste insediato nel maggio del ‘45 e durato 40 giorni. In questi due momenti, appunto, sarebbero state uccise migliaia di persone colpevoli di essere italiane. Questa tesi è un puro e semplice FALSO STORICO VERGOGNOSO!!!
In Istria, nel periodo dell’insurrezione post 8 settembre, la popolazione inferocita si armò per eliminare ogni traccia del feroce regime di occupazione italiano. Durante il mese di potere popolare vi furono circa 500 vittime, prodotto della più che legittima furia della popolazione oppressa (sia italiana che slava) contro un regime fascista e mostruoso che li aveva straziati e massacrati per due decenni. A tal punto sono menzognere le tesi oggi sostenute su tutti i giornali e le TV che l’8/1/1949 un giornale locale di destra come “Trieste Sera” era costretto ad ammettere: “se consideriamo che l’Istria era abitata da circa 500mila persone, delle quali oltre la metà di lingua italiana, i circa 500 uccisi ed infoibati non possono costituire un atto anti italiano ma un atto prettamente anti-fascista. Se i partigiani rimasti padroni della situazione per oltre un mese avessero voluto uccidere chi era semplicemente “italiano”, in quel mese avrebbero potuto massacrare decine di migliaia di persone”. Chi commise un vero ed efferato massacro furono le SS assieme ai repubblichini di Salò quando nell’inverno del ‘43 ripresero il controllo della penisola istriana e massacrarono 13mila persone. La maggioranza dei cadaveri (quelli sì!) venne gettata nelle foibe.
Ancora più discutibile è la ricostruzione di quel che sarebbe successo presso le foibe della Venezia Giulia e dell’Istria nel maggio ’45: scomparvero effettivamente 3-4 mila persone fra Gorizia, Trieste e Fiume, ma solo una piccola parte delle vittime finì nelle foibe. La grande maggioranza delle vittime, arrestate perché colpevoli, il più delle volte, di aver collaborato con il fascismo, morì nei campi d’internamento in cui venivano rinchiusi i prigionieri. Storiche non di regime come Claudia Cernigoi, Alessandra Kersevan parlano di un ordine di grandezza di alcune decine di infoibati collegati per lo più alle forze fasciste e di occupazione. Sulle famigerate foibe in cui si sostiene siano state gettate migliaia di italiani, le loro ricerche evidenziano che: nella foiba di Basovizza (che non è nemmeno una foiba ma il pozzo di una miniera), quando si è scavato alla ricerca di corpi, si sono trovati i resti di alcuni militari tedeschi risalenti probabilmente alla prima guerra mondiale e qualche carcassa di animale; nella foiba di Opicina (Monrupino) si trovarono solo alcuni corpi di soldati morti in battaglia gettati lì per evitare che le carcasse diffondessero epidemie; nella foiba di Fianona non si è mai trovato nulla e nella zona nessuno ha mai sentito parlare di corpi ivi gettati. Infine, si è pure parlato delle foibe di Fiume…c’è solo un piccolo problema: a Fiume non ci sono foibe! L’unica foiba in cui si rinvennero i cadaveri di 18 fucilati è l’abisso Plutone. Prigionieri fascisti che vennero fucilati dalla cosiddetta banda Steffè, una banda composta in realtà da militari della X Flottiglia MAS che commettevano crimini facendosi passare per partigiani al fine di screditare questi ultimi agli occhi della popolazione.
Altro che eccidio, altro che pulizia etnica. La presenza italiana in Istria e Dalmazia è rimasta viva ed attiva da allora fino ad oggi: sotto la Jugoslavia ha goduto sempre di tutele (scuole, istituzioni culturali, bilinguismo ecc) ed ancora oggi, nonostante il nazionalismo croato abbia ripreso vigore, è rispettata.  A parte chi si macchiò di gravi colpe, nessuno fu costretto a lasciare la propria casa. L’esodo fu un’iniziativa volontaria di una parte della popolazione italiana in Istria e Dalmazia. Inoltre, è bene ricordare, che gli accordi di pace stipulati tra Italia e Yugoslavia permettevano agli abitanti italiani delle zone divenute Jugoslave di decidere quale cittadinanza scegliere.

Per capire la colossale montatura nascosta dietro alla favola delle foibe basta sapere chi sono gli “eminentissimi” storici che sono stati fonte di questa propaganda. Nell’ordine: Luigi Papo, noto fascista sotto il regime e a capo della Milizia Montona, responsabile di eccidi e di rastrellamenti partigiani, considerato dalla Yugoslavia un criminale di guerra di cui chiese l’estradizione; Padre Flaminio Rocchi, fascista esponente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; Maria Pasquinelli collaboratrice della X MAS e dei servizi segreti della RSI; Marco Pirina, incriminato per il tentativo di golpe Borghese del 1970; Giorgio Rustia, militante di Forza Nuova; Ugo Fabbri associato al MSI. Il tutto coordinato dalla regia dell’avvocato Augusto Sinagra, legale di Licio Gelli ed asserito iscritto alla loggia P2. E che dire dell’unico sedicente supersite ad una Foiba che si conosca, Graziano Udovisi? Oggi intervistato con tutti gli onori dalla RAI, si tratta di un criminale di guerra già condannato dalla giustizia italiana: la sua pena, ma guarda un po’, venne attenuata in quanto scampato ad una famigerata foiba a Fianona.
Perché questa montatura?
Perché giornali, TV e tutto l’arco politico, ad eccezione del PRC, ha accettato come verità di Stato da imporre a tutti le menzogne di questo gruppo di fascisti incalliti? Le ragioni sono due. La prima è ridimensionare enormemente le atrocità del nazifascismo e coprire in qualche modo i crimini compiuti dai fascisti nella risiera di San Sabba ma anche nei campi di concentramento di Gonars in Friuli e Arbe-Rab in Dalmazia contro i partigiani e tutta la popolazione, in particolare quella slava. Celebrare i cosiddetti martiri delle foibe serve a controbilanciare il 25 aprile e a mettere sullo stesso piano partigiani e fascisti, come se gli oppressi che si ribellarono e gli oppressori si fossero comportati allo stesso modo. Alcuni storici “progressisti” da salotto, come Pupo o Oliva, non verificano seriamente la falsità dei dati forniti dai revisionisti coi quali, dopo infiniti giri di parole, arrivano spesso ad una conclusione comune: quanto erano cattivi i comunisti e in particolare gli “slavo comunisti” e quanti orrori combinano le masse quando insorgono contro ingiustizie ormai insopportabili. Insomma, una pura propaganda anticomunista basata su frottole colossali! La classe dominante vuole ficcarci a forza nel cervello l’idea che la lotta dei partigiani per il comunismo fu un atto criminale e non una rivolta contro oppressione e sfruttamento. 
In secondo luogo, la propaganda sulle foibe ha il fine di alimentare un nazionalismo anti-slavo il cui scopo è creare consenso nei confronti della volontà mai sopita dell’imperialismo italiano di dominare i Balcani ed il mare Adriatico quale centro economico e commerciale strategico. Bisogna allora tacere sulla repressione dello Stato italiano contro la popolazione slava dell’Istria e della Dalmazia dal 1918 in poi. Tacere sulla chiusura di tutte le scuole che insegnavano in sloveno o croato con la riforma Gentile del 1923, tacere sulle centinaia di oppositori sloveni mandati davanti al Tribunale Speciale fascista, tacere sulla confisca dei beni a danno di contadini slavi, tacere sulle atrocità delle forze di occupazione italiane durante la seconda guerra mondiale, quando il generale Robotti si lamentò della scarsa crudeltà dei suoi soldati scrivendo in un dispaccio: “si ammazza troppo poco”.

Reagiamo alla menzogna sulle foibe, costruiamo un grande 25 aprile!
Giù le mani dalla Resistenza!
Viva la lotta Partigiana!

Un uomo tra la gente e per la gente: momenti di Enrico Berlinguer

giovedì 2 febbraio 2012

Sel, Idv e PdCI insieme verso le Amministrative


Giorno 01-02-2012 presso la sede locale del circolo di Sel si sono riuniti i Segretari di Sel Ivan Ferraro, del PdCI Pietro Ciardullo e Presidente e Segretario di Idv Tommaso Greco ed Erino D'Andrea, con le rispettive dirigenze delle tre forze politiche. Le tre compagini di Sinistra, in una proficua e serena riunione, si sono trovati d’accordo sulla richiesta di forte rinnovamento nelle liste e di politiche trasparenti con forte caratterizzazione sociale, infatti, visto la sintonia politica e programmatica hanno deciso di intraprendere  un percorso di unità , come già avviato  negli stessi partiti a livello nazionale. Questa comunità d’intenti si tramuterà in una piattaforma di sinistra e siamo d’accordo sulla volontà di procedere insieme verso le prossime elezioni amministrative. I tre partiti ribadiscono la propria apertura al confronto e al dialogo verso partiti, movimenti ed associazioni con connotazione e collocazione di centro-sinistra. Nei prossimi giorni le stesse forze politiche porteranno a termine la stesura di un programma da proporre alla cittadinanza luzzese, mentre si riservano anche l'eventualità di convergere insieme verso un'unica proposta di candidatura a sindaco.