venerdì 10 febbraio 2012

Manfredo Tedesco candidato a Sindaco dei Comunisti Italiani di Luzzi

La sezione locale del Partito dei Comunisti Italiani di Luzzi comunica di aver  raggiunto un accordo su basi politico – programmatiche per la candidatura a Sindaco del Dottor Manfredo Tedesco,  già sostenuto nella corsa alla stessa carica dal neonato Movimento “Svolta Democratica”.  
Il direttivo di sezione infatti ritiene che intorno alla figura del Dottor Tedesco si possano gettare solide basi per la costruzione non  di un progetto puramente elettorale, ma  di una vera e propria alternativa incentrata sulla trasparenza, sul rinnovamento politico e generazionale, sulla difesa dei beni comuni e delle fasce meno abbienti di popolazione, sul rilancio del territorio luzzese a tutti i livelli. Volendoci altresì  richiamare nelle idee e nella pratica al valore della “questione morale” più e più volte posta dal Compagno Enrico Berlinguer, riteniamo che questa scelta sia espressione vera di quella buona politica dalla quale oggi più che mai non si può prescindere. Pertanto auspichiamo che in tale direzione possa maturare al più presto una fattiva e concreta unità tra tutte le forze del centro – sinistra e, in special modo, tra quelle realtà partitiche con cui , come PdCI,  avevamo già affrontato un proficuo ragionamento che potesse vedere Sel, Idv e PdCI alleati, a sostegno di Tedesco,  alle prossime amministrative.  Come Comunisti Italiani, pensiamo che non si possa autisticamente sottostare alle contraddizioni e agli eterni scontri che sembrano attanagliare il Pd, poiché è nostro dovere non perderci in dinamiche di palazzo, ma lavorare per il bene e il progresso dell’intera comunità. 

giovedì 9 febbraio 2012

Le foibe sono una menzogna fascista! Basta col revisionismo storico!

Da diversi anni il 10 febbraio è utilizzato per commemorare il fantomatico “eccidio di Italiani” che sarebbe avvenuto durante la Resistenza ad opera dei partigiani “slavo-comunisti” nella Venezia Giulia. Gente che sarebbe stata gettata ancora viva in cavità carsiche (le foibe appunto) dove sarebbe stata lasciata morire tra enormi atrocità per il solo fatto di essere italiana. In queste foibe sarebbero state gettate migliaia, decine (e qualcuno arriva pure a dire centinaia) di migliaia di persone. Nel 2002 l’allora presidente Ciampi disse che le foibe furono una “pulizia etnica”. Talmente falsa è stata questa affermazione che Galliano Fogar, storico dell’Istituto Regionale friulano per la Storia del Movimento di liberazione, ha affermato che nessuno storico serio “osa sostenere tale tesi”.
Gli eventi in causa sono due: l’insurrezione popolare avvenuta in Istria subito dopo l’8 settembre ‘43 ed il governo partigiano di Trieste insediato nel maggio del ‘45 e durato 40 giorni. In questi due momenti, appunto, sarebbero state uccise migliaia di persone colpevoli di essere italiane. Questa tesi è un puro e semplice FALSO STORICO VERGOGNOSO!!!
In Istria, nel periodo dell’insurrezione post 8 settembre, la popolazione inferocita si armò per eliminare ogni traccia del feroce regime di occupazione italiano. Durante il mese di potere popolare vi furono circa 500 vittime, prodotto della più che legittima furia della popolazione oppressa (sia italiana che slava) contro un regime fascista e mostruoso che li aveva straziati e massacrati per due decenni. A tal punto sono menzognere le tesi oggi sostenute su tutti i giornali e le TV che l’8/1/1949 un giornale locale di destra come “Trieste Sera” era costretto ad ammettere: “se consideriamo che l’Istria era abitata da circa 500mila persone, delle quali oltre la metà di lingua italiana, i circa 500 uccisi ed infoibati non possono costituire un atto anti italiano ma un atto prettamente anti-fascista. Se i partigiani rimasti padroni della situazione per oltre un mese avessero voluto uccidere chi era semplicemente “italiano”, in quel mese avrebbero potuto massacrare decine di migliaia di persone”. Chi commise un vero ed efferato massacro furono le SS assieme ai repubblichini di Salò quando nell’inverno del ‘43 ripresero il controllo della penisola istriana e massacrarono 13mila persone. La maggioranza dei cadaveri (quelli sì!) venne gettata nelle foibe.
Ancora più discutibile è la ricostruzione di quel che sarebbe successo presso le foibe della Venezia Giulia e dell’Istria nel maggio ’45: scomparvero effettivamente 3-4 mila persone fra Gorizia, Trieste e Fiume, ma solo una piccola parte delle vittime finì nelle foibe. La grande maggioranza delle vittime, arrestate perché colpevoli, il più delle volte, di aver collaborato con il fascismo, morì nei campi d’internamento in cui venivano rinchiusi i prigionieri. Storiche non di regime come Claudia Cernigoi, Alessandra Kersevan parlano di un ordine di grandezza di alcune decine di infoibati collegati per lo più alle forze fasciste e di occupazione. Sulle famigerate foibe in cui si sostiene siano state gettate migliaia di italiani, le loro ricerche evidenziano che: nella foiba di Basovizza (che non è nemmeno una foiba ma il pozzo di una miniera), quando si è scavato alla ricerca di corpi, si sono trovati i resti di alcuni militari tedeschi risalenti probabilmente alla prima guerra mondiale e qualche carcassa di animale; nella foiba di Opicina (Monrupino) si trovarono solo alcuni corpi di soldati morti in battaglia gettati lì per evitare che le carcasse diffondessero epidemie; nella foiba di Fianona non si è mai trovato nulla e nella zona nessuno ha mai sentito parlare di corpi ivi gettati. Infine, si è pure parlato delle foibe di Fiume…c’è solo un piccolo problema: a Fiume non ci sono foibe! L’unica foiba in cui si rinvennero i cadaveri di 18 fucilati è l’abisso Plutone. Prigionieri fascisti che vennero fucilati dalla cosiddetta banda Steffè, una banda composta in realtà da militari della X Flottiglia MAS che commettevano crimini facendosi passare per partigiani al fine di screditare questi ultimi agli occhi della popolazione.
Altro che eccidio, altro che pulizia etnica. La presenza italiana in Istria e Dalmazia è rimasta viva ed attiva da allora fino ad oggi: sotto la Jugoslavia ha goduto sempre di tutele (scuole, istituzioni culturali, bilinguismo ecc) ed ancora oggi, nonostante il nazionalismo croato abbia ripreso vigore, è rispettata.  A parte chi si macchiò di gravi colpe, nessuno fu costretto a lasciare la propria casa. L’esodo fu un’iniziativa volontaria di una parte della popolazione italiana in Istria e Dalmazia. Inoltre, è bene ricordare, che gli accordi di pace stipulati tra Italia e Yugoslavia permettevano agli abitanti italiani delle zone divenute Jugoslave di decidere quale cittadinanza scegliere.

Per capire la colossale montatura nascosta dietro alla favola delle foibe basta sapere chi sono gli “eminentissimi” storici che sono stati fonte di questa propaganda. Nell’ordine: Luigi Papo, noto fascista sotto il regime e a capo della Milizia Montona, responsabile di eccidi e di rastrellamenti partigiani, considerato dalla Yugoslavia un criminale di guerra di cui chiese l’estradizione; Padre Flaminio Rocchi, fascista esponente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; Maria Pasquinelli collaboratrice della X MAS e dei servizi segreti della RSI; Marco Pirina, incriminato per il tentativo di golpe Borghese del 1970; Giorgio Rustia, militante di Forza Nuova; Ugo Fabbri associato al MSI. Il tutto coordinato dalla regia dell’avvocato Augusto Sinagra, legale di Licio Gelli ed asserito iscritto alla loggia P2. E che dire dell’unico sedicente supersite ad una Foiba che si conosca, Graziano Udovisi? Oggi intervistato con tutti gli onori dalla RAI, si tratta di un criminale di guerra già condannato dalla giustizia italiana: la sua pena, ma guarda un po’, venne attenuata in quanto scampato ad una famigerata foiba a Fianona.
Perché questa montatura?
Perché giornali, TV e tutto l’arco politico, ad eccezione del PRC, ha accettato come verità di Stato da imporre a tutti le menzogne di questo gruppo di fascisti incalliti? Le ragioni sono due. La prima è ridimensionare enormemente le atrocità del nazifascismo e coprire in qualche modo i crimini compiuti dai fascisti nella risiera di San Sabba ma anche nei campi di concentramento di Gonars in Friuli e Arbe-Rab in Dalmazia contro i partigiani e tutta la popolazione, in particolare quella slava. Celebrare i cosiddetti martiri delle foibe serve a controbilanciare il 25 aprile e a mettere sullo stesso piano partigiani e fascisti, come se gli oppressi che si ribellarono e gli oppressori si fossero comportati allo stesso modo. Alcuni storici “progressisti” da salotto, come Pupo o Oliva, non verificano seriamente la falsità dei dati forniti dai revisionisti coi quali, dopo infiniti giri di parole, arrivano spesso ad una conclusione comune: quanto erano cattivi i comunisti e in particolare gli “slavo comunisti” e quanti orrori combinano le masse quando insorgono contro ingiustizie ormai insopportabili. Insomma, una pura propaganda anticomunista basata su frottole colossali! La classe dominante vuole ficcarci a forza nel cervello l’idea che la lotta dei partigiani per il comunismo fu un atto criminale e non una rivolta contro oppressione e sfruttamento. 
In secondo luogo, la propaganda sulle foibe ha il fine di alimentare un nazionalismo anti-slavo il cui scopo è creare consenso nei confronti della volontà mai sopita dell’imperialismo italiano di dominare i Balcani ed il mare Adriatico quale centro economico e commerciale strategico. Bisogna allora tacere sulla repressione dello Stato italiano contro la popolazione slava dell’Istria e della Dalmazia dal 1918 in poi. Tacere sulla chiusura di tutte le scuole che insegnavano in sloveno o croato con la riforma Gentile del 1923, tacere sulle centinaia di oppositori sloveni mandati davanti al Tribunale Speciale fascista, tacere sulla confisca dei beni a danno di contadini slavi, tacere sulle atrocità delle forze di occupazione italiane durante la seconda guerra mondiale, quando il generale Robotti si lamentò della scarsa crudeltà dei suoi soldati scrivendo in un dispaccio: “si ammazza troppo poco”.

Reagiamo alla menzogna sulle foibe, costruiamo un grande 25 aprile!
Giù le mani dalla Resistenza!
Viva la lotta Partigiana!

Un uomo tra la gente e per la gente: momenti di Enrico Berlinguer

giovedì 2 febbraio 2012

Sel, Idv e PdCI insieme verso le Amministrative


Giorno 01-02-2012 presso la sede locale del circolo di Sel si sono riuniti i Segretari di Sel Ivan Ferraro, del PdCI Pietro Ciardullo e Presidente e Segretario di Idv Tommaso Greco ed Erino D'Andrea, con le rispettive dirigenze delle tre forze politiche. Le tre compagini di Sinistra, in una proficua e serena riunione, si sono trovati d’accordo sulla richiesta di forte rinnovamento nelle liste e di politiche trasparenti con forte caratterizzazione sociale, infatti, visto la sintonia politica e programmatica hanno deciso di intraprendere  un percorso di unità , come già avviato  negli stessi partiti a livello nazionale. Questa comunità d’intenti si tramuterà in una piattaforma di sinistra e siamo d’accordo sulla volontà di procedere insieme verso le prossime elezioni amministrative. I tre partiti ribadiscono la propria apertura al confronto e al dialogo verso partiti, movimenti ed associazioni con connotazione e collocazione di centro-sinistra. Nei prossimi giorni le stesse forze politiche porteranno a termine la stesura di un programma da proporre alla cittadinanza luzzese, mentre si riservano anche l'eventualità di convergere insieme verso un'unica proposta di candidatura a sindaco.

lunedì 30 gennaio 2012

Il Pdci a lavoro per una nuova proposta programmatica su sociale, lavoro e rinnovamento

LUZZI - Il Partito dei Comunisti Italiani- Federazione della Sinistra ha le idee chiare riguardo alle amministrative del 6 e 7 maggio prossimi ed è pronto ad “avviare col massimo impegno una nuova proposta programmatica”,
alla cui base c’è “il sociale, il lavoro e il rinnovamento, da sviluppare solo nel centrosinistra”. 
E’ il vicesegretario Simonvincenzo De Marco, con una nota stampa del direttivo locale, ad annunciare, infatti, che a breve saranno varate sulla stampa e nelle sedi opportune una serie di linee guida e proposte concrete da proporre ai cittadini ed alle compagini politiche ufficiali presenti nel territorio luzzese. Ed a tal proposito è messo ben chiaro che il Pdci “non può che prediligere alleanze con le forze di sinistra e centrosinistra”.
“Gli incontri ufficiali avuti finora con le altre formazioni di area e quelli che avranno luogo nei prossimi giorni - pone l’accento il giovane dirigente comunista - non fanno altro che avvalorare le intenzioni del Pdci: unità di intenti su un’eventuale coalizione (centrosinistra organico e di progresso) e nessuna chiusura su confronti e dialoghi per allargamenti a movimenti o espressioni civiche. A patto, sia ben chiaro, che siano orientati verso lo stesso versante politico e non presentino personalità o valori di natura diversa”.  Simonvincenzo De Marco, puntualizza, infatti, che i loro interlocutori naturali sono “Sinistra, Ecologia e Libertà”, Partito Democratico, Italia dei Valori e tutte quelle forze che hanno casa nelle coalizioni progressiste. “Piena centralità, inoltre, hanno le prospettive di cambiamento netto - è affermato nella nota stampa - e rinnovamento per quanto riguarda candidature e squadre di governo. Il tutto per far sì che finalmente nella prossima legislatura si concretizzino appieno le capacità di sviluppo del sociale, di difesa dei beni comuni, di crescita e potenziamento imprescindibile delle zone disagiate territoriali (campagne e frazioni, montagna, centro storico ecc.), nella creazione di posti di lavoro attraverso mirate opportunità a valle (creazione di attività imprenditoriali e commerciali e qualificazione del terziario, attraverso sgravi fiscali e agevolazioni varie), da destinare esclusivamente ai cittadini luzzesi disagiati (giovani laureati non occupati, disoccupati, padri di famiglia in emergenza lavorativa e via seguitando) ”.
Per De Marco questi sono solo pochi ma utili spunti. “Il Pdci - afferma - si farà carico di farsene portavoce e di integrarli con una proposta chiara e credibile per Luzzi, in modo che ogni zona del suo territorio possa sviluppare le proprie potenzialità e si possa crescere in modo univoco, alla luce di idee semplici ma incisive, a sostegno di chi ha difficoltà (sia personalmente sia nei disagi indiretti) e verso un vero progresso. Sembra tanto - termina il vicesegretario del circolo comunista luzzese - ma è poco, ancora troppo poco. Il lavoro del Pdci verte anche in questo e i suoi dirigenti locali si batteranno ostinatamente, fossero anche isolati”.
Intanto, il Pd e gli altri partiti (tra cui il Pdci) che hanno partecipato al vertice del centrosinistra hanno già detto no alle cosiddette “minestrine riscaldate” che “sicuramente manderebbero in confusione l’opinione pubblica - ha rilevato il segretario del Pd, De Barti - e renderebbero ridicola tutta la coalizione”. Pd, Sel, Rifondazione Comunista, Pdci, Socialisti e Idv si ritroveranno giovedì prossimo nuovamente per cominciare “ad intavolare discussioni utili in merito ai programmi e agli obiettivi da raggiungere per la nostra società, ed in particolare - ha detto il segretario del Pd - inizieremo a discutere sui nomi dei candidati a sindaco, stabilendo che ad oggi non è necessario, anche in virtù dei tempi stretti, fare primarie, ma basterà sintetizzare i nomi segnalati dai partiti”.

sabato 28 gennaio 2012

Il PdCI per un nuova proposta programmatica: sociale, lavoro e rinnovamento. Ma sempre nel centrosinistra.

Il Partito dei Comunisti Italiani - FdS, sezione di Luzzi, intende avviare con il massimo impegno la propria proposta programmatica in vista delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. In una nota stampa ufficiale i dirigenti del locale partito annunciano che a breve vedrà luce attraverso i media (internet e stampa) e nelle sedi opportune (sezioni politiche e/o luoghi pubblici istituzionali) il varo di una serie di linee guida e proposte concrete da proporre ai cittadini oltreché alle compagini politiche ufficiali presenti nel territorio luzzese. In particolar modo, per quanto riguarda i partiti presenti in scena, il PdCI non può che prediligere alleanze con le forze di sinistra e centrosinistra. Da questo punto di vista, gli incontri ufficiali avuti finora con le altre formazioni di area e quelli che avranno luogo nei prossimi giorni non fanno altro che avvalorare le intenzioni del PdCI: unità di intenti su un’eventuale coalizione (centrosinistra organico e di progresso) e nessuna chiusura su confronti e dialoghi per allargamenti a movimenti o espressioni civiche, a patto, sia ben chiaro, che siano chiaramente orientati verso lo stesso versante politico e non presentino personalità o valori di natura diversa. Difatti, i nostri interlocutori naturali sono SeL, PD, IdV e tutte quelle forze che hanno casa nelle coalizioni progressiste. Piena centralità, inoltre, hanno le prospettive di cambiamento netto e rinnovamento per quanto riguarda candidature e squadre di governo. Il tutto per far sì che finalmente nella prossima legislatura si concretizzino appieno le capacità di sviluppo del sociale, di difesa dei beni comuni, di crescita e potenziamento imprescindibile delle zone disagiate territoriali (campagne e frazioni, montagna, centro storico ecc.), nella creazione di posti di lavoro attraverso mirate opportunità a valle (creazione di attività imprenditoriali e commerciali e qualificazione del terziario, attraverso sgravi fiscali e agevolazioni varie), da destinare esclusivamente ai cittadini luzzesi disagiati (giovani laureati non occupati, disoccupati, padri di famiglia in emergenza lavorativa e via seguitando). Questi sono solo pochi ma utili spunti; il PdCI si farà carico di farsene portavoce e di integrarli con una proposta chiara e credibile per Luzzi, in modo che ogni zona del suo territorio possa sviluppare le proprie potenzialità e si possa crescere in modo univoco, alla luce di idee semplici ma incisive, a sostegno di chi ha difficoltà (sia personalmente che nei disagi indiretti) e verso un vero progresso. Sembra tanto ma è poco, ancora troppo poco. Il lavoro del Partito dei Comunisti Italiani verte anche in questo e i suoi dirigenti locali si batteranno ostinatamente, fossero anche isolati.

Partito dei Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra
Sezione di Luzzi (Cosenza)